01/01/2013 - 01:00

80/95% di CO2 in meno entro il 2050, ecco l'impegno della UE

Il Consiglio "Ambiente" dell'Unione europea, riunito in Lussemburgo, ha rinnovato il proprio impegno a favore di un taglio drastico delle emissioni climalteranti in pieno accordo con le linee dettate in materia di lotta al riscaldamento globale stabilite in sede internazionale.
I 27 paesi europei che hanno partecipato alla sessione hanno ribadito il proposito di una diminuzione della CO2 entro il 2050 intorno al target dell'80-95% rispetto ai valori del 1990, come parte dell'obbiettivo delle nazioni più sviluppate (Annex I - UNFCCC) in armonia con quanto evidenziato dal Fourth Assessment Report dell'IPCC. Un documento che ha quindi valore di indirizzo politico in vista dell'incontro dei Capi di stato previsto per il 29 e 30 ottobre, l'ultimo prima del Summit di Copenhagen a cui ci separano solo 7 settimane.
A conferma di questa condotta nel documento approvato si riafferma anche l'intenzione di diminuire del 30% le emissioni entro il 2020 a patto che "altri paesi sviluppati si impegnino ad analoghe riduzioni delle emissioni e che i paesi in via di sviluppo contribuiscano adeguatamente in funzione delle loro responsabilità e rispettive possibilità".
I Ministri dell'Ambiente, pensando al 2050, approvano anche gli impegni di riduzione delle emissioni per il trasporto marittimo e aereo rispettivamente del 20% e del 10% rispetto al 2005 ed entro il 2020. Ma sul futuro prossimo continuano i tentennamenti e, nonostante sia stata ribadita da tutti la volontà di tagliare il 30% di anidride carbonica entro il 2020 (attualmente è fissata nel 20%), si mettono le mani avanti per l'effettiva attuazione.
Andreas Carlgren, il Ministro dell'Ambiente svedese presidente di turno del Consiglio dei ministri dell'Ambiente europei, definisce l'accordo raggiunto "un messaggio chiaro al mondo" e si appella alle "altre parti in causa" perché ci mettano del proprio per ridurre i gas serra.
Tommaso Tautonico
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