01/01/2013 - 01:00

"231 e ambiente": responsabilità amministrativa, reati e gestione dei rifiuti

A Milano, lunedì 10 ottobre 2011, sarà possibile assistere all'incontro "231 e ambiente" con Paola Ficco in veste di relatrice e Pasquale Fimiani, Giudice presso la Corte di Cassazione, che illustrerà i suo i studi sugli argomenti in discussione e le esperienze teorico-pratiche con tutti i partecipanti
 
Dal 16 agosto 2011 è in vigore il Dlgs 121/2011, il provvedimento che ha recepito tra le altre anche la direttiva 2008/99/Ce sulla tutela penale dell'ambiente del quale si discuterà approfonditamene a Milano il 10 ottobre 2011 nel corso organizzato da Edizioni Ambiente nell'ambito della Formazione permanente sulla gestione dei rifiuti. Il nuovo Dlgs attrae una serie di reati ambientali nell'orbita della responsabilità amministrativa degli enti e delle imprese prevista dal Dlgs 231/2001. Il tutto, prevedendo sanzioni pecuniarie nei confronti degli enti nell'interesse o a vantaggio dei quali è stato commesso uno dei reati previsti.
 
Accanto alle sanzioni amministrative sono previste, in alcuni casi (come ad esempio il traffico illecito o discarica abusiva) anche le importanti e pesantissime sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2, Dlgs 231/2001: interdizione dall'esercizio dell'attività, sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito, divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio, esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi, il divieto di pubblicizzare beni o servizi.
 
Inoltre, secondo l'art. 19 Dlgs 231/2001, la cui applicabilità non è stata esclusa dal Dlgs 121/2011, nei confronti dell'ente/impresa è sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato o, se non è possibile, di somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente e in tali casi, secondo l'art. 53, il giudice può disporre il sequestro preventivo delle cose di cui è consentita la confisca. Nella logica del Dlgs 231/2001, il reato figura come evento riconducibile ad un "deficit organizzativo" dell'ente/impresa e riguarda persone giuridiche, società e associazioni anche prive di personalità giuridica
 
Con l'espressione "231 e ambiente" si fa, pertanto, riferimento al quadro normativo che disciplina la responsabilità diretta delle aziende e degli enti in genere che si aggiunge, senza sostituirsi, a quella delle persone fisiche che hanno materialmente commesso il reato. Ora, nell'ambito di questa dinamica, per alcuni importanti reati ambientali, l'articolo 2 del nuovo decreto amplia la responsabilità e coinvolge nella relativa repressione il patrimonio degli enti e, in definitiva, gli interessi economici dei soci, finora esenti dalle conseguenze dei reati commessi da amministratori e/o dipendenti.
 
Nel nuovo testo, il settore maggiormente colpito dalle sanzioni pecuniarie misurate in "quote" è quello dei rifiuti, ma non mancano le previsioni sugli scarichi industriali, sulle emissioni in atmosfera e in materia di bonifiche. La giurisprudenza, già prima del Dlgs 121/2011, ha iniziato ad applicare il Dlgs 231/2001 ai rifiuti (Cass. Pen. 234/2011 e Cass. Pen. 15657/2011).
 
Per questi motivi diventa indispensabile che le imprese si impossessino della disciplina 231 e di come, in questa logica, nascano nuove responsabilità "ambientali" nell'ambito dell'organizzazione aziendale, della corretta gestione e tracciabilità dei rifiuti come declinata dal Dlgs 152/2006 (parte IV) e non come fatta propria dalla consuetudine locale, delle modalità attraverso le quali pervenire ad una possibile esclusione della responsabilità amministrativa (modelli organizzativi, di gestione e di controllo dinamici per dimostrare la propria diligenza organizzativa). 
 
La quota di adesione è di 400 euro più IVA.
 
Per il programma e il modulo di adesione vedi allegato.
Mara Giuditta Urriani
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